Ciaspolata a Lama Bianca

20.12.2015

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Bellissima ciaspolata sulla Majella in Abruzzo. Partenza da Passo San Leonardo (AQ), passaggio nella faggeta e discesa verso Lama Bianca (Sant’Eufemia a Maiella – PE) con sosta per il pranzo al sacco presso il rifugio Di Donato, 1.299 mt s.l.m.

Story Box

Foto Ciaspolata Lama Bianca

Sotto linee di orizzonte e montagne imponenti, qui dal Passo di San Leonardo (AQ).

Sotto il fianco settentrionale della Majella, con il viso contro il Morrone e lo sguardo che – a sinistra -punta  fino al confine con il Parco Nazionale D’Abruzzo – laggiù, sulla cima lontana ma visibile di Monte Rotella.

E in mezzo, un mare candido e calmo di neve brillante.

Con l’incertezza, di chi lo fa per la prima volta, monto ai piedi le ciaspole, le moderne racchette per camminare sulla neve, impugno i bastoncini e rigorosamente in fila – come fanno i lupi – inizio, con i compagni, la traversata.

La neve ha due grandi poteri: quello di rendere più innocente anche l’animo degli adulti e quello di mutare l’aspetto delle cose su cui si posa.

Così, con grande gioia, guardo tutto quello che mi circonda, mentre muovo specularmente braccia gambe come il passo impone, e penso che la mia Majella è sempre speciale, ma oggi, vestita di bianco, con il cielo in contrasto di un azzurro più che intenso, il sole che colpendo la neve, crea bagliori di luce come se tutto fosse cosparso di polvere di diamante, beh oggi… è davvero grandiosa.

E penso a quanti cuori ha, questa Montagna, per cambiare così tanto ogni volta, forse troppi per chi invece ne possiede uno solo con cui sentire.

Salendo di strada e di metri, il grande versante di Maja che abbiamo davanti, mostra in tutta la sua selvaggia durezza il possente canalone della Rava del Ferro, uno scivolo naturale così ripido che niente riesce a rimanervi sopra senza rotolare giù a valle prima o dopo.

Ammirando tanta potenza, distratta solo dal rumore delle ciaspole che mordono la neve compatta e dalle meravigliose bacche rosse di rosa canina che catturano lo sguardo in mezzo a tanto chiarore, mi accorgo che il paesaggio intorno a me è cambiato solo quando mi ritrovo dentro il bosco della Lama Bianca.

Questo, davvero è un altro mondo.

Da vivere in silenzio, da vedere senza parlare, da visitare in punta di piedi e attraversare con devozione.

Un esercito di faggi snelli e altissimi, sentinelle silenziose di un luogo magico, regno dell’Orso d’Abruzzo come dell’Astore. Li immagino: l’uno avanzare lento calpestando la terra, l’altro cacciatore infallibile, mentre crea geometrie spaziali.

Provenendo da un mondo del caos, percepisco la lentezza di questo luogo; mi avvicino ad uno di quei giganti di legno e lo abbraccio, per sentirne l’energia, la voce, il respiro.

Pochi istanti sono sufficienti a darmi grande pace, e chiudo gli occhi.

Questi attimi tra me e il bosco mi fanno restare indietro rispetto al gruppo: non mi dispiace perché qui non si avverte solitudine, la vita chiama da ogni parte.

Quando arrivo al rifugio nel cuore di Lama Bianca, grande è la gioia di trovare il fuoco acceso nel caminetto, bellissima la sensazione di calore sulla schiena mentre continuo ad ammirare tutto il bello che ho intorno.

La parte finale dell’anello del tragitto è senza dubbio la più emozionante; architetture naturali si snodano lungo il sentiero bianco ricoperto da foglie in ordine sparso come i pensieri.

Giovani alberi che il peso della neve ha piegato in archi perfetti, piccole capanne di rami intrecciati coperte di neve e “foderate” di muschio, faggi avviluppati tra loro in spirali talvolta così serrate da diventare una cosa unica, e rivoli d’acqua purissima da attraversare. Mi chino e immergo la mano nell’acqua gelida che la attraversa; vorrei diventare albero o pietra, per restare lì anche quando scende il buio, aspettare l’arrivo di un lupo, vederlo mentre china il capo per bere e sentire il rumore della lingua che afferra l’acqua, incrociare lo sguardo fiero che invece non si abbassa mai. Tolgo la mano, mi rialzo. So che tutto questo non appartiene a me. E’ degli animali, degli alberi, delle sorgenti, della Montagna. Io sono solo un ospite e come tale, ringrazio, prima di uscire.

.Gabriella Tomassi

.Gabriella Tomassi

20 dicembre Ciaspolata a Lama Bianca – Sant’Eufemia a Maiella (PE)

L’urgenza, sempre più forte e intensa di voler rivivere quelle sensazioni mi porta a coinvolgere anche mio figlio ed i suoi amici.

Ed eccoci in viaggio verso luoghi che sono balsamo per i miei occhi, i miei nervi, la mia anima. Non vedo l’ora di arrivare ed i piccoli di vivere quell’esperienza sulle ciaspole!

Scenari mozzafiato si aprono davanti a noi. Ecco Fondo Majella, tutto attorno a noi e in lontananza distese di boschi apparentemente addormentati.

Ci incamminiamo ciaspolando su una neve dura, compatta, facile e scintillante sotto il sole caldo. Ecco,…mi sento accolta, come sempre! La bellezza mi avvolge. Il silenzio. Il bianco. Presto troviamo il sentiero tra giovani faggi straordinari con i loro rami fusi, abbracciati per sempre e un tappeto di foglie come coriandoli d’oro e ottone. Qualche grande vecchio resiste e domina sul bosco silenzioso, che appena lascia intravvedere il sole. Radici uniche che giocano con la neve, le foglie ed i muschi a comporre architetture straordinarie, tra le quali chissà quali piccoli animali e insetti sono celati ai nostri inesperti sguardi.

Vorrei tempo. Vorrei sedermi. Osservare. Ma il cammino procede. Stretti ruscelli gorgogliano nascosti dalla neve, incorniciati da cespugli carichi di rosse bacche preziose. Ecco le tracce degli animali, ma non sappiamo distinguere quali.

Davanti a noi il GranSasso! Ci lascia senza parole. Scendiamo ai rifugi, su una neve diversa da prima, ora è farinosa, secca, e troviamo la sorpresa del caminetto esterno acceso da alcuni ragazzi che ci hanno preceduti. Che fortuna e che meraviglia!!!

Un pranzo da regina con i miei piccoli principi, fatto di pane nero, pecorino e amore! Quanto vorrei ora restare! Non solo mangiare, ma restare, anche dormire qui. Assaporare quello che mi circonda.

I bambini, cosi felici, entusiasti e divertiti camminano senza bisogno di alcuno sprono, anzi, io fatico a stargli dietro! Mamma:«che bella la neve, e che bello raccogliere l’acqua gelata dalla fonte e che acqua!!!». Ma è gia giunta l’ora di riprendere il cammino e volutamente rallento il passo, il momento del tramonto si avvicina. Resto indietro a godere ancora di qualcosa di cui so di non potere e non volere più fare a meno!

Lara. Maria Chersich

Lara. Maria Chersich

20 dicembre
La Majella e le meraviglie di questa ciaspolata

Il 20 dicembre siamo andati a fare un’ escursione nella località di Lamabianca (Sant’Eufemia a Maiella – PE) dove a guidare la spedizione c’erano Salvatore, Marco, Stefano e il fantastico Marcello Natarelli che oltre ad essere Majellando è anche fotografo ed è diventato portatore di panini, fatti però da mamma.
I miei amici sono stati da subito molto eccitati all’idea di ciaspolare con il sottoscritto e mia mamma : l’avventurosa, impavida e paciocca Lara Maria Chersich .
Io e Lorenzo Durante, il fratello maggiore di Simone Durante, siamo passati subito in testa alla spedizione insieme alla guida Salvatore.
Il primo pezzetto è stato facile poi, dall’istante in cui ci siamo fermati anche per mangiare un pezzo di dolcetto al cioccolato, ogni passo che facevamo diventava sempre più difficile e sembrava non finire mai, ma, con le mie super ciaspole niente è impossibile!!! anche senza ciaspole per la verità… per un toro come me !
Poi a metà tragitto Simone si è spento, perché gli sono venute le bolle ai piedi ed è finito praticamente ultimo .
Dopo una mezz’oretta abbiamo visto il paradiso terrestre : Montagne bellissime e piene di neve che sorreggevano un cielo azzurro sopra di noi, però , secondo me non lo abbiamo apprezzato abbastanza perché ci siamo rimessi in cammino subito .
Arrivati al luogo dove si doveva mangiare sono subito andato a recuperare i panini. Ed entrati nel rifugio, dopo esserci tolti le ciaspole abbiamo visto un camino molto grande acceso e ci siamo seduti al tavolo davanti ad esso, e avevamo tanta fame e abbiamo mangiato, ovviamente è subito finita l’acqua e, visto che c’era una fontanella sotto la collina sono andato a prenderla, era gelata e buonissima!!! .
Ho aspettato che finissero di mangiare i miei amici così potevamo giocare a palle di neve ma sono dovuto tornare a riprendere altra acqua e mi sono congelato .
Poi però siamo riusciti a giocare un po’ a palle di neve e ci siamo diverti ma dopo poco, troppo poco, siamo dovuti ripartire.
Scritto da Alessandro Maria Venturoni
Regia di mondo che stiamo uccidendo e che solo questo abbiamo e lo dobbiamo apprezzare.
La vita di montagna ….
P.S.
Ribellione contro la corruzione, legge e la democrazia esportata a forza!
Fine

Alessandro Maria Venturoni (10 anni)

Alessandro Maria Venturoni (10 anni)

Ciaspolata 20 dicembre a Lama Bianca – Sant’Eufemia a Maiella (PE)
Il giorno 20 dicembre 2015 sono andato a fare una ciaspolata, insieme a Lara, Alessandro e mio fratello Simone.
Una volta arrivati a destinazione: Caramanico, prima di partire una guida ci ha spiegato, più o meno, le difficoltà che avremmo trovato.
Una volta partiti io e Alessandro eravamo i primi dopo la guida.
Trascorsi 10 minuti già cominciava a fare caldo e così ci siamo tolti il giubbotto.
All’inizio del percorso era molto faticoso perché era in salita.
Dopo 20 minuti eravamo già stanchi così ci siamo fermati per riposare.
Ripreso il cammino, la strada cominciava a essere più stretta .
Camminando camminando,siamo arrivati ad una grande fontana dove l’acqua era congelata.
Prima di pranzare dovevamo affrontare una discesa ripida dove, per miracolo non sono caduto .
Arrivati al rifugio non credevamo ai nostri occhi :c’era un camino, grande e bello .
Dopo aver ripreso le forze siamo ripartiti , il secondo pezzo era meno faticoso.
Una volta finito il tragitto un autobus ci ha riportati sotto.
Tutto sommato è stata una bella gita e la rifarei.
Lorenzo Durante

Lorenzo Durante (12 anni)

Lorenzo Durante (12 anni)

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