Vale Giumentina e studi sul quaternario sulla Majella in Abruzzo

35 Specialisti francesi del Quaternario sulla Majella

Vale Giumentina e studi sul quaternario sulla Majella in Abruzzo

Nei giorni 8, 9 e 10 di giugno, 35 specialisti francesi dell’AFEQ CNR-INQUA, l’Associazione Francese per lo Studio del Quaternario, saranno in Abruzzo per studiare l’evoluzione geomorfologica di conche e valli della Majella e del Gran Sasso,

avvenuta durante l’ultimo periodo geologico, il “Quaternario” per l’appunto, che comprende l’intervallo di tempo che va da circa 2,5 milioni di anni fa a oggi.

Tra queste Valle Giumentina, faro di questa tre giorni di studio, sarà la meta più importante: in questa zona della Majella nord-occidentale si trova infatti uno dei siti archeologici di riferimento più importanti dell’Europa occidentale per quanto riguarda la più antica preistoria, legato alla presenza dell’uomo durante il Paleolitico inferiore e medio, e che già dagli anni ’50 è sede di scavi e studi da parte di archeologi e geologi, sia francesi che italiani.

Diverse sono state le fasi climatiche che, a partire da circa 700.000 anni fa a oggi, hanno interessato Valle Giumentina: a testimonianza di ciò sono i vari sedimenti che caratterizzano l’area, perlopiù di origine fluviale e lacustre; in particolare, all’interno di quelli che costituivano il fondo di un antico lago che ricopriva parte della valle, sono stati rinvenuti diversi livelli (archeologici) di occupazione che testimoniano la presenza dei nostri “progenitori”, nello specifico delle specie Homo heidelbergensis (“uomo di Heidelberg”) e Homo neanderthalensis (“uomo di Neanderthal”).

All’interno di questi livelli sono stati rinvenuti numerosi strumenti in pietra (chiamati spesso anche “amigdale”), come bifacciali e raschiatoi, che quotidianamente venivano usati molto probabilmente per processare le carcasse animali, come testimoniano anche alcuni resti trovati sempre all’interno degli scavi. Questi strumenti venivano realizzati scolpendo abilmente la “selce della Majella” (comunemente detta anche “pietra focaia”), un tipo di roccia facilmente lavorabile ma al tempo stesso molto resistente, e che nella zona si rinviene abbastanza comunemente. Alcuni di questi, sono stati inoltre trovati anche nei suoli sommitali di età più recente, che ricoprono i sedimenti originatisi nell’antico lago.

L’area degli scavi di Valle Giumentina si trova nel territorio del comune di Abbateggio (PE), nelle vicinanze dell’Ecomuseo del Paleolitico, quest’ultimo nato proprio dall’esigenza della comunità locale di raccontare la storia di questi luoghi attraverso le testimonianze del patrimonio messo in luce dai suoi scavi e dai suoi studi.

Eco Museo del Paleolitico nella Valle Giumentina - Majella - Abruzzo  Selce nella Valle Giumentina sulla Majella - abruzzo

Gruppo di lavoro negli scavi archeologici della Valle Giumentina - Majella - Abruzzo  Scavi archeologici nella Valle Giumentina - Majella - Abruzzo

Organizzatori dell’evento Elisa Nicoud, archeologa dell’istituto di ricerca École française de Rome, nonché direttrice della campagna di scavi ripresa nel 2012, e il professor Silvano Agostini, funzionario geologo della Soprintendenza per i beni archeologici dell’Abruzzo, con la collaborazione di specialisti francesi ed italiani.

Emanuele Di Marco per Majellando