week end trekking in abruzzo

La Majella

Per gli abruzzesi è sacra, generosa, accogliente e selvaggia, ma soprattutto è donna e Madre.

Così la Majella, in Abruzzo, è percepita.

Ma anche ad occhi che la guardano per la prima volta, la Montagna d’Abruzzo si presenta con un fascino particolare, forse per la conformazione delle sue rocce che ne fanno uno dei massicci più belli e il secondo per elevazione dell’intero Appennino, forse per la leggenda che vede il suo nome legato alla tragedia di Maja, una delle sette Pleiadi, che si uccide sulla Montagna per il dolore invincibile della perdita del proprio figlio, lasciando per sempre il suo lamento aleggiare per queste valli e queste cime.

Al di là del mito, la Majella custodisce da sempre paesaggi sublimi e selvaggi, spazi di storia, cultura e tradizioni che hanno amalgamato e confuso la vita dell’uomo e il territorio. Le tracce e i segni lasciati nei milioni di anni della sua evoluzione, raccontano di uomini primitivi che erano raccoglitori e coltivatori, di pastori erranti, solitari e forti più della solitudine e dei predatori, di briganti cruenti e ribelli, di soldati che hanno inseguito la guerra e scritto la storia e di eremiti che hanno trovato su questa montagna il bene più prezioso: il silenzio.

Nei secoli la Majella è stata intensamente popolata e disperatamente abbandonata – “da regno dei fiori a regno della miseria” sono parole incise nella pietra – e ancora oggi la sua natura è in trasformazione.

Domus Chisti

Secondo il Petrarca, la vocazione più intensa della Montagna Madre è sicuramente quella spirituale. L’intensità dei suoi spazi, l’asprezza dei luoghi più remoti da raggiungere, la natura incontaminata e primordiale, sono stati per Pietro da Morrone, richiamo della voce di Dio e restano, con gli Eremi,il segno più profondo del rapporto dell’uomo con il Creato.

Qui sulla Majella, dove il vento sembra il respiro del mondo, ogni viaggiatore può trovare un rapporto unico e intenso, perché la Montagna Madre, con il suo Parco è una preziosa risorsa ambientale;

molte le vette che superano i 2000 mt, profondi canyon scavati dall’acqua, vasti altipiani di grande respiro, vallate, pietraie, boschi di differente intensità e vegetazione, sono tra gli ambienti che questa montagna è in grado di offrire a chi li ama e li conosce da sempre e a quanti desiderano emozionarsi scoprendoli per la prima volta.

Gabriella Tomassi per Majellando.

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